Già dal largo, ancor prima di avvicinarsi alla baia del piccolo porticciolo di Rinella, Salina prende le distanze. Non si sente molto simile alle sue sei sorelle: alta, la testa chiusa dentro le nuvole, le felci, i castagni e i vigneti a mangiarsi la terra. Una terra che non profuma di salsedine e zolfo, ma sa di campagna, di fichi d'India, di uva cotta al sole, di orti dove la rugiada non è poi così avara. Al mare lei non concede troppa confidenza, appena qualche spiaggia di ciottoli grandi e neri e una sola lingua di sabbia che le onde assottigliano anno dopo anno. Le case le ha ritirate a monte, tra la frescura delle valli che si aprono attorno ai suoi due grandi vulcani spenti – monte Fossa delle Felci e monte dei Porri – o sugli altipiani difesi dalle falesie. Seconda isola per estensione delle Eolie, Salina è la più verde, la più alta, la più ricca di acqua dolce.

